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Françoise Huguier

Grande viaggiatrice, ha una predilezione per l'Africa, le cui fotografie saranno oggetto di due opere: Sur les traces de l'Afrique fantôme (sulle tracce di Michel Leiris, pubblicato in Italia con il titolo "L'Africa fantasma") e Sécretes ("Secrete", vita privata delle donne africane), pubblicate rispettivamente nel 1990 da Editions Maeght e, nel 1996, da Actes Sud. Nel 1998 espone alla Casa Europea della Fotografia a Parigi A l'Extrême ("All'estremo"), un lavoro di molti anni in KwaZulu-Natal, in Sudafrica. Nel 1991, scopre i fotografi Seydou Keita e Malick Sidibé (insignito del premio internazionale della fotografia nel 2003) e contribuisce a divulgare le loro opere. Nel 1994, crea la prima Biennale della fotografia africana a Bamako. Insignita del premio "Villa Médicis Hors Les Murs" per Sur les traces de l’Afrique fantôme, riceve nuovamente tale riconoscimento nel 1993 per il diario di viaggio En route pour Behring (Editions Maeght, pubblicato in Italia con il titolo "Note di viaggio in Siberia"), una raccolta di fotografie che descrivono il suo viaggio solitario in Siberia. Tali fotografie, esposte in varie mostre e gallerie, le valgono il riconoscimento del World Press nel 1993. Successivamente, trascorre molti anni a San Pietroburgo dove, nel 2007, gira un film sulla vita privata in un appartamento in coabitazione, da cui trae il libro Kommounalki pubblicato da Actes Sud nel 2008. Nel 2006, ripercorre la propria infanzia di prigioniera dei Viêt-minh  in Cambogia  nel libro J’avais huit ans ("Avevo otto anni", pubblicato nel 2006 da Actes Sud). Dal 1983, due volte all'anno, fotografa i défilé di alta moda e ne illustra le attività dentro e fuori le passerelle. Nel 1999, pubblica il libro Sublimes ("Sublimi", pubblicato da Actes Sud). Tutti i suoi libri sono stati oggetto di esposizioni in tutto il mondo.